I Sintomi della Parodontite

 

Le malattie parodontali non si presentano solitamente con dolore o malessere, ad esempio con il caratteristico mal di denti, ragione per cui vengono spesso trascurate. Infatti, solo quando la malattia progredisce ed avanza i sintomi si fanno più chiari ed evidenti.
I segni e i sintomi delle malattie parodontali sono:

È un campanello d’allarme – di solito appare come primo sintomo.
Può comparire durante lo spazzolamento, il consumo di cibi o addirittura spontaneamente.
Attenzione: il sanguinamento è meno evidente nei fumatori!

Le gengive sane hanno colore rosa, mentre le gengive infiammate hanno una tonalità più rossa e/o violacea

A differenza delle gengive sane che hanno un aspetto simile a quello di una buccia d’arancia, le gengive infiammate sono gonfie, appaiono più lisce in superficie, sono facilmente irritabili e possono essere sensibili al tatto.

Le gengive possono ritirarsi creando l’effetto dei denti più lunghi o degli spazi neri intorno ai denti.

L’odore sgradevole che viene emanato dalla cavità orale è causato dagli stessi batteri della placca dentale che causano la parodontite.
I batteri popolano le aree delle tasche parodontali e il dorso della lingua (che spesso può apparire biancastro come se si fosse depositata una pellicola sopra e non rosso vivo che è il suo colore naturale).

Le gengive ritirate, i denti che hanno cambiato posizione o perfino la perdita dei denti, in particolare nella parte più frontale e visibile della bocca, colpiscono negativamente la sfera estetica della persona.

A causa della recessione delle gengive, le superfici delle radici dei denti sono esposte e quindi maggiormente sensibili a stimoli esterni (ad es. aria fredda, cibo, bevande).

Il pus può fuoriuscire continuamente dalla tasca parodontale o accumularsi nel tessuto parodontale formando in casi rari un ascesso gengivale.

Man mano che la malattia avanza e i tessuti di supporto si perdono, i denti possono allentarsi, diventare mobili e perfino cambiare la loro posizione originale.

La parodontite non trattata porta infine alla perdita di alcuni elementi dentali e con il passare del tempo si può avere perdita di tutta la dentizione con conseguenze funzionali, estetiche ed economiche molto importanti.

Quando si perdono i denti, la normale funzione di masticazione è compromessa. La funzione masticatoria è inoltre alterata da un’eccessiva mobilità dentale

La diagnosi

 

La caratteristica principale della parodontite è la distruzione del tessuto di sostegno dei denti, che viene misurata attraverso un parametro chiamato perdita di attacco clinico. La perdita di attacco si può manifestare in due modi:

  • attraverso l’aumento di profondità dello spazio che si ha fra i denti e le gengive con un progressivo approfondimento del solco gengivale che si trasforma nella “tasca o sacca gengivale”,
  • attraverso la recessione delle gengive.

In un caso di parodontite si possono avere l’uno o l’altro o entrambi.
Durante una visita parodontale completa, si esegue un sondaggio sia per misurare il sanguinamento al sondaggio (vedi sezione su gengivite) sia la perdita di attacco su 6 aree per ogni dente. Si rilevano quindi circa 700 misurazioni nella bocca di ciascun paziente.
In caso di gengiva completamente sana, la sonda parodontale non è in grado di passare al di sotto della stessa per una misura maggiore ai 3 mm. Il dentista o il parodontologo utilizzano la sonda parodontale (link) per valutare accuratamente tutto il dente, in 6 diversi punti e in tutti i livelli di profondità. Sondaggi superiori ai 4 mm sono considerati patologici e danno origine a quelle che sono appunto le tasche o sacche parodontali. Una tasca parodontale è, infatti, un solco gengivale approfondito in maniera anormale. Le profondità aumentano all’aumentare della gravità della malattia. La sonda parodontale viene inoltre utilizzata dagli esperti per misurare il sanguinamento e i siti in cui le gengive si sono ritirate. Queste misurazioni sono necessarie per stabilire una diagnosi corretta della malattia. Non è possibile eseguire una corretta diagnosi di parodontite senza il sondaggio parodontale completo.

Cos’è la sonda parodontale?

– Uno strumento con la punta arrotondata e atraumatica che serva a rilevare misure in millimetri all’interno del cavo orale
– La sonda UNC-15 (University of North Carolina) è uno strumento di uso comune, marcato ogni millimetro, fino a 15 millimetri
– La sonda funge da piccolo righello per fare le misure come il sondaggio delle tasche parodontale e le recessioni delle gengive

Classificazione della malattia

 

Le malattie parodontali vengono diagnosticate tramite una valutazione parodontale completa eseguita da un dentista o da un parodontologo.

L’esame clinico viene eseguito con una sonda parodontale e vengono registrati fattori quali la presenza di placca, il sanguinamento gengivale, la presenza di tasche o sacche gengivali, le aree di recessione gengivale, coinvolgimento delle forcazioni delle radici dei molari e mobilità dei denti.

Valutare la presenza di questi elementi è fondamentale per monitorare la malattia, dal momento in cui sei stato visto per la prima volta da un dentista o da un parodontologo fino a ciascuna delle tue visite di richiamo.

Nella diagnosi è anche importante eseguire un esame radiografico per valutare il livello e lo stato delle ossa attorno ai denti.

Dal 2017 viene adottato un nuovo sistema di classificazione delle malattie parodontali. La diagnosi di parodontite include l’estensione, lo stadio e il grado della malattia.

  • ESTENSIONE:

    A seconda che la malattia colpisca meno o più del 30% dei denti, questa si può definire patologia localizzata o generalizzata.

  • STADIO:

    Gli stadi della malattia esprimono la gravità della stessa e la sua complessità nella gestione e risoluzione (Stadio I – IV).

  • GRADO:

    La classificazione della malattia fornisce ulteriori informazioni sulle caratteristiche biologiche della malattia, sulla velocità con cui la malattia può progredire e sul rischio valutato (o atteso) per il paziente (Grado A – C).

Parodontite stadio 1

Stadio 1

I - Parodontite iniziale

 

 

Si presenta come una condizione limite tra gengivite e parodontite e rappresenta una fase iniziale di perdita di attacco. Il parodontologo/dentista di solito ricerca una perdita di attacco di 1-2 mm, una perdita di osso inferiore al 15% e una profondità di sondaggio inferiore a 4 mm. In questa fase tuttavia non sono perduti denti a causa della malattia.

Parodontite stadio 2

Stadio 2

II - Parodontite moderata

 

In questa fase la perdita di attacco è più evidente, arrivando fino a 3-4 mm. Inoltre, vi è una maggiore percentuale di perdita ossea (15-33%) e una profondità di sondaggio che arriva fino a 5 mm. Neanche in questa fase è prevista perdita dentale a causa della parodontite.

Parodontite stadio 3

Stadio 3

III - Parodontite grave

(con perdita potenziale dei denti)

 

L’assenza di trattamento e l’avanzamento della malattia rendono la perdita di attacco più evidente, superando i 5 mm. La perdita ossea si fa sempre più marcata e supera il 33%. Aumenta anche la profondità delle tasche parodontali, che arrivano ad essere molto profonde. In questa fase, può verificarsi la perdita dei denti sebbene la funzione di masticazione sia ancora presente.

Stadio 4

IV - Parodontite avanzata

(con potenziale perdita della dentatura)

 

In questo stadio la situazione orale è seriamente aggravata, poiché la perdita parodontale porta inevitabilmente a una perdita dentale. Senza alcun trattamento la compromissione della funzione masticatoria, seguita dalla perdita dell’intera dentatura, sono conseguenze assolutamente inevitabili.