La Placca Dentale

 

La bocca dell’essere umano ospita più di 700 diverse specie di batteri. La maggior parte di queste comunità di batteri vive in equilibrio con il nostro organismo e può addirittura essere benefica. Tuttavia, quando questo equilibrio si altera, si crea quindi una disbiosi che può portare allo sviluppo della parodontite.

Più del 95% dei batteri vive nella placca dentale. La placca dentale è un biofilm. I biofilm sono masse di batteri che si formano sulle superfici dure della bocca (come denti, otturazioni e corone, impianti o apparecchi ortodontici). È un sistema biologico che contiene proteine della saliva e diverse specie di batteri, tutti aggregati in una matrice collosa che li protegge dai fattori esterni.
La placca dentale si forma a causa delle molecole presenti nella saliva, le quali si agglomerano sulla superficie dentale già 15/20 minuti dopo una pulizia profonda dei denti. Questa pellicola permette ai batteri nella bocca di aderire alla superficie dei denti e di moltiplicarsi. Se non si effettua uno spazzolamento corretto la placca dentale cresce in spessore e matura col tempo, permettendo ai batteri di crescere e di selezionare popolazioni sempre più nocive.

Placca evidenziata tramite mezzo di contrasto

I batteri nocivi associati alla parodontite sono i cosiddetti batteri anaerobi, ossia germi che vivono in condizioni di assenza di ossigeno, negli strati più profondi della placca. La parodontite si sviluppa quando la placca dentale inizia ad arricchirsi sempre più di dei batteri anaerobi, tramite il fenomeno conosciuto con il termine di “disbiosi”.
Il biofilm nella superficie dei denti si può addirittura mineralizzare col tempo a seguito della caduta di minerali dalla saliva, formando il tartaro. A causa della sua superficie rugosa, il tartaro favorisce l’accumulo di batteri contribuendo l’instaurarsi di un pericoloso circolo vizioso per cui si formano strati ulteriori di biofilm. Il tartaro sopra-gengivale è generalmente più chiaro nei colori, vira al bianco e al giallo, mentre quello sotto la linea gengivale (sotto-gengivale) non è visibile clinicamente ed è più scuro e assume tonalità verde-nero. È, inoltre, più aderente e più duro.

È necessario rimuovere il tartaro?

– La rimozione del tartaro da sola non è sufficiente a controllare la gengivite/parodontite.
– La letteratura evidenzia l’importanza che sia associata a istruzioni d’igiene orale e soprattutto a strumentazione sottogengivale.
– Nel caso in cui si esegua solo la classica “pulizia del tartaro” in presenza di parodontite, la malattia continuerebbe ad agire indisturbata sotto le gengive.

Poiché la placca dentale fornisce un riparo sicuro e nutriente a quei batteri che la abitano, questi ultimi non possono essere colpiti da collutori o medicinali quali gli antibiotici. Questo è il motivo per cui, se si ha una malattia gengivale, non è possibile essere trattati solo ed esclusivamente con farmaci. Soprattutto si comprende come i collutori senza un supporto professionale abbiano pochissima efficacia. L’unico modo per combattere i batteri infatti è la rimozione con strumenti meccanici e/o manuali del biofilm.
Questo viene fatto sia a casa, attraverso pratiche corrette di igiene orale, che nello studio professionale. A casa è possibile utilizzare spazzolino da denti, scovolino o filo interdentale per pulire meccanicamente tutte le superfici del dente, oltre a collutori antisettici per prevenire la formazione di biofilm. Il dentista, il parodontologo o l’igienista dentale utilizzano invece strumenti professionali, sia manuali che ad ultrasuoni, per rimuovere il tartaro e il biofilm sopra e sotto la linea gengivale.